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Così è la vita...

Così è la vita...

Grandi novità all'orizzonte!!! Fra breve il blog transiterà da http://www.pnpw.com a http://blog.ingsala.com. Una scelta di semplificazione, risparmio e innovazione. Aggiornate i vostri bookmark!!!

Cara Italia, pochi giorni fa hai computo 150 anni. Una bella età non c'è che dire, e te la porti bene. Ora sei grande e sarebbe ora che iniziassi a prenderti un po' di responsabilità: Suscita nei tuoi politici il coraggio necessario per lavorare perseguendo il bene del paese e non il loro tornaconto personale. Se il nucleare è indispensabile per liberarti dalla sudditanza energetica dall'estero è giusto perseguirlo. E' impopolare? Farà perdere le elezioni? Ma che importa, l'importante è che tenga acceso il motore industriale che è fondamentale per la tua vita, che da' lavoro ai tuoi figli e che deve continuare a crescere per tenerti viva e forte. Esortali affinché difendano le tue industrie dall'aggressione di quei partner europei che non hanno ancora capito che l'era del colonialismo è finita con la seconda guerra mondiale. Quegli stessi partner che ti hanno trascinato in una guerra per conquistare il loro petrolio. Altro che liberare la popolazione civile, cara Italia; stai sollevando il tuo braccio per schiacciare la libertà di un paese per riportare i colonizzatori in un paese che perderà il possesso delle tue risorse. Quegli stessi colonizzatori che nascondono un'aggressione dietro una delibera dell'ONU: erano già pronti, avevano già fatto alzare i caccia prima ancora che la decisione fosse presa. Avvicina i fatti, rendi i tuoi figli meno miopi, permetti a tutti di capire quanto è sbagliata questa guerra. Scuoti cara Italia quei tuoi figli che si nascondono dietro un'ideologia per proteggere privilegi insostenibili che frenano la crescita e scoraggiano gli investimenti sul tuo territorio. Spiega loro come il paese abbia bisogno di aziende per garantire a tutti il diritto costituzionale al lavoro. Permettigli di accorgersi che la regola dei "NO, senza se e senza ma" distrugge e non crea, soffoca e spegne. Non permettere più, cara Italia, che i tuoi figli innocenti siano accusati per anni prima che la loro innocenza sia provata. Che i giornali e la televisione, tanto importanti per garantire la libera circolazione delle idee, infanghino chi per il tuo ordinamento giuridico è a tutti gli effetti "innocente, fino a prova contraria". L'elenco è lungo purtroppo, troppo lungo per un paese che vuole garantire la libertà dei suoi cittadini. E soprattutto vivi Italia, continua a meravigliare il mondo con le tue bellezze. Illumina il viso dei vecchi e dei nuovi italiani, anche se sono un po' abbronzati o con gli occhi a mandorla, permetti loro di continuare a lavorare ad amare a sognare come hanno fatto per un secolo e mezzo. Quel secolo e mezzo che ti ha reso grande, unica, inimitabile. Buon compleanno Italia!!!
Ciao, è passato un bel po' di tempo dall'ultimo post e di acqua ne è passata sotto i ponti (non si tratta solo di una metafora visto il tempo): Ad esempio ho corso un'altra mezza maratona (Cremona) migliorando il mio PB (che ho scoperto voler dire Personal Best) e mi accingo a correrne un'altra (Il basso garda). Ho deciso di cavar fuori la mia penna digitale in questa grigia giornata di pioggia soltanto per condividere con voi l'emozione di una poesia: Taci. Su le soglie del bosco non odo parole che dici umane; ma odo parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane. Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le tamerici salmastre ed arse, piove sui pini scagliosi ed irti, piove sui mirti divini, su le ginestre fulgenti di fiori accolti, sui ginestri folti di coccole aulenti, piove sui nostri volti silvani, piove sulle nostre mani ignude, sui nostri vestimenti leggieri, su i freschi pensieri che l'anima schiude novella, su la favola bella che ieri l'illuse, che oggi m'illude, o Ermione Odi? La pioggia cade su la solitaria verdura con un crepitio che dura e varia nell'aria secondo le fronde più rade, men rade. Ascolta. Risponde al pianto il canto delle cicale che il pianto australe non impaura, nè il ciel cinerino. E il pino ha un suono, e il mirto altro suono, e il ginepro altro ancora, stromenti diversi sotto innumerevoli dita. E immersi noi siam nello spirto silvestre, d'arborea vita viventi; e il tuo volto ebro è molle di pioggia come un foglia, e le tue chiome auliscono come le chiare ginestre, o creatura terrestre che hai nome Ermione. Ascolta, ascolta. L'accordo delle aeree cicale a poco a poco più sordo si fa sotto il pianto che cresce; ma un canto vi si mesce più roco che di laggiù sale, dall'umida ombra remota. Più sordo e più fioco s'allenta, si spegne. Sola una nota ancora trema, si spegne, risorge, treme, si spegne. Non s'ode voce del mare. Or s'ode su tutta la fronda crosciare l'argentea pioggia che monda, il croscio che varia secondo la fronda più folta, men folta. Ascolta. La figlia dell'aria è muta; ma la figlia del limo lontane, la rana, canta nell'ombra più fonda, chi sa dove, chi sa dove! E piove su le tue ciglia, Ermione. Piove su le tue ciglia nere sì che par tu pianga ma di piacere; non bianca ma quasi fatta virente, par da scorza tu esca. E tutta la vita è in noi fresca aulente, il cuor nel petto è come pesca intatta, tra le palpebre gli occhi son come polle tra l'erbe, i denti negli alveoli son come mandorle acerbe. E andiam di fratta in fratta, or congiunti or disciolti (e il verde vigor rude ci allaccia i malleoli c'intrica i ginocchi) chi sa dove, chi sa dove! E piove su i nostri volti silvani, piove sulle nostre mani ignude, sui nostri vestimenti leggieri, su i freschi pensieri che l'anima schiude novella, su la favola bella che ieri m'illuse, che oggi t'illude, o Ermione.

G. D'annunzio, La pioggia nel pineto

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