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La timer_connect è una primitiva di VxWorks (tradotto, una API di sitema operativo) non POSIX. Mi ci sono inbattuto nell'ambito del mio lavoro di tesi in cui stiamo portando codice da VxWorks a Linux.

Questa simpatica funzione consente di assegnare a un timer una funzione che lo gestisca. Teoricamte la stessa cosa si può fare in linux definendo una struttra da dare in pasto alla timer_create, in realtà la cosa crea un overhead di complessità tale (soprattitto nel caso si vogliano passare paramentri e gestione di timer multipli) da renderla di fatto impossibile.

Quando ci si connette via ssh da MacOsx a una macchiana Linux (Debian o Ubuntu) si può notare che il tasto cancella, cancellerà il carattere sotto il cursore e non quello davati ad esso.

Per risolvere il problema bisogna correggere un bug nel file di configurazione di zsh.

Le istruzioni sono le seguenti(vanno inserite nella shell del server, cioè della macchina alla quale ci si connette -> Debian o Ubuntu):

echo "bindkey ^? backward-delete-char" >> ~/.zshrc
echo "bindkey ^[[3~ delete-char" >> ~/.zshrc

Viva Mac e Viva l'open source. Alla Prossima.

E dopo la serietà è il caso di alleggerire un po' l'atmosfera con qualche battuta.

Ecco qui un bel campionario di battute su windows, buon divertimento!

1. Cosa ha detto la moglie di Bill Gates la prima notte di nozze? Veramente MICRO e SOFT...

2. Catastrofi del nostro secolo: Hiroshima 45, Cernobyl 86, Windows 95.

Navigando su flickr oggi ho trovato alcune foto dell'area chiamata ex-Falk. Una volta qui sorgevano gli altiforni che hanno dato lavoro ad una grossa fetta della popolazione nel dopoguerra.

Ho deciso di condividerne alcune con voi che mi leggete perchè credo siano un ottimo spunto di riflessione.

Questa è parte della nostra storia, tanto quanto lo sono i templi in Sicilia o il colosseo a Roma.

Mentre scrivo, questi edifici vengono demoliti per far spazio a grattaceli, abitazioni e centri commerciali.

Guardateli, non vedete in essi aleggiare lo spirito di chi li ha costruiti e di chi vi ha speso una vita di lavoro?

Si chiama Open street map ed è una mappa collaborativa creata dagli utenti. Non tutti sanno che la cartografia mondiale ad oggi è tutta proprietaria e concessa in licenza da alcune società.

Finalmente l'open-source sta arrivando anche qui a beneficio di tutti coloro che dovranno utilizzarle.

E' possibile immaginare che presto, grazie allo sviluppo di questa piattaforma si avrà il primo navigatore satellitare completamente open-source, che sarà finalmente libero dai pesanti balzelli dovuti agli aggiornamenti delle mappe. Senza contare che le mappe risulteranno anche più aggiornate e fedeli al territorio in quanto il loro aggiornamenti sarà possibile in qualsiasi momento scaricando un xml dal web...

Insomma: evviva open street map.

Sito ufficiale: http://www.openstreetmap.org/

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